"I may be left-handed but I'm always right!". Come dargli torto...
"I may be left-handed but I'm always right!" (Posso essere mancino ma ho sempre ragione). Mia sorella che vive a Londra mi ha regalato un quadretto con questo gioco di parole, molto utilizzato nei paesi anglosassoni per rivendicare una forma di superiorità intellettuale o di resilienza di chi usa la mano sinistra. Come dire: ebbene sì, sono mancino, ma ho sempre la soluzione giusta.
Una battuta che non diverte, direi io, ma che agli anglosassoni piace evidentemente a tal punto da averla impressa su ogni sorta di gadget: dai tappetini per il mouse alle borracce, dalle onnipresenti tazze da thè alle t-shirt.
Il problema non è nello humour inglese, quanto piuttosto in quella che definirei una insidia linguistica. Se infatti il senso complessivo della battuta, un po' boriosa (lasciatemelo dire), è legato al luogo comune che vuole i mancini più intelligenti, creativi, resilienti e talvolta geniali, in una sorta di pseudo rivendicazione dopo decenni di stigma sull'uso della mano "sbagliata", l'avversativo but piazzato al centro della frase svuota di valore la conclusione ("I'm always right") e riporta a una realtà socioculturale evidentemente non del tutto superata, dal momento che la frase suona come una excusatio non petita. Nessun destrimane o destrorso, infatti, si sognerebbe mai di dover esaltare o attribuire valore all'uso della mano destra, ritenendolo normale o, sarebbe meglio dire, usuale.
In altre parole la battuta sottintende che "nonostante sia mancino" (dal latino mancus ovvero "storpio", "mutilato") e quindi usi la mano sinistra (anche qui dal latino sinister, che indicava cattivo presagio), ebbene, nonostante tutto ciò, sono nel giusto, faccio le cose dritte. La parola inglese "right" si traduce infatti sia come "destra" nel senso di direzione che come "giusto", "avere ragione". Mentre i left-handed... Beh, non c'è bisogno di aggiungere altro!
Una notazione personale: a me, mancinismo a parte, la battuta non fa ridere affatto. Come non farebbe ridere se su quelle stesse tazze, t-shirt e gadget ci fosse scritto: "Posso essere grassa ma sono leggiadra come una silfide". Pensateci un po'... probabilmente saremmo qui a parlare di body shaming.
E per i mancini? Siamo così invisibili (e resilienti) che la battuta continua a circolare da anni, sebbene oggi - ritengo, spero - non faccia più ridere. Sempre che in passato abbia divertito qualcuno.



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